Area Riservata

Chiesa della Natività di Maria Ss:
una moderna “Capanna” per il nuovo millennio



Progetto: Complesso parrocchiale
Committente: Diocesi di Alba (CN) – Parrocchia Natività di Maria Ss
Ubicazione: Mussotto d’Alba (CN)
Progetto architettonico: Arch. Dellapiana, Arch. Francesco Bermond des Ambrois
Collaboratori: Arch. Andrea Zanero, Arch. Stefania Zitti, Arch. Paola Von Arx , Arch. Angela Tomasello
Ing. Massimo Cirio, strutture in cls
Ing. Paolo Minuto, strutture metalliche
Ing. Francesco Gobino, impianto termico
P.I. Alessandro Olivero, impianto elettrico
Installatore copertura e lattonerie: I Bandai Sas, Troffarello (TO)
Materiale di rivestimento: zinco-titanio Rheinzink®, commercializzato da Alpewa
Tecnica di posa: grandi scaglie
Impresa esecutrice delle opere: Barberis Aldo Spa
Foto: Arch. Dellapiana
 

Premessa

Linee semplici e ardite che ricordano una capanna. La luce che si riflette sulla copertura metallica, si insinua all’interno grazie al sapiente gioco dei tagli nella struttura. E l’acqua che scorre placida affianco la nuova chiesa parrocchiale della Trasfigurazione a Mussotto d’Alba.
Elementi - la capanna, la luce e l’acqua - antichi e basilari per la religione cattolica che sono stati riuniti per trasformarsi, grazie al disegno dello Studio Archicura, in una struttura evoluta legata alle più profonde tradizioni cristiane. Allo sguardo frettoloso di chi non può o non vuole soffermarsi sulle cose la nuova chiesa di Mussotto potrebbe apparire come un elemento di rottura in una provincia, questa, così legata al territorio che la circonda e al fluire lento e incessante delle stagioni. In realtà è l’esatto contrario: è la celebrazione moderna del passato e delle tradizioni, la realizzazione di un simbolo che racchiude – e la riflette – la bellezza di ciò che la circonda; innalzando – grazie alle linee ardite – lo sguardo verso l’origine di tutto.

“L’area a disposizione per il complesso parrocchiale – ha precisato l’architetto Dellapiana - si estende lungo la bealera (corso d’acqua artificiale in derivazione dal fiume Tanaro ad uso irriguo) in un tratto di forma allungata destinato espressamente a Servizi Religiosi o Sociali. Fortunata è la concomitanza del corso d’acqua che deve essere oltrepassato per raggiungere la Chiesa, simbolo vitale di rinascita dello Spirito”.
Ed è proprio dall’analisi dell’area a disposizione che nasce il profilo “a ciglio” della chiesa e della manica divaricata del corpo contenente le opere parrocchiali (al piano terra), della casa canonica (al piano primo), del salone con locali accessori (interrato sottostante).
Il fronte maggiore dell’edificio, rivolto lungo il corso d’acqua, è percorso da un porticato che lega i tre accessi della chiesa alle opere parrocchiali e permette alla chiesa di dischiudersi lentamente verso l’esterno in un gioco di ombre e tagli luminosi.
I tre accessi dell’edificio sacro sono distribuiti lungo i due assi: l’accesso sud è tangente al campanile a pianta triangolare; l’accesso lungo l’asse minore alla chiesa ricalca l’asse esterno lungo il quale sarà disposto un ponte pedonale in legno che attraversa il corso d’acqua; il terzo accesso, lato nord verso la casa parrocchiale, collega gli uffici parrocchiali e le aule per la cultura religiosa con la zona sacrestia e l’edificio di culto. “All’interno,lungo le spezzettature del lato maggiore del “ciglio” verso est sono disposti i “segni” liturgici: il Battistero, l’Organo, la Cappella invernale e Cappella del Sacramento, mentre ai due estremi del “ciglio” ovest sono disposte le due sale della conciliazione, chiuse da pareti verticali che si alzano fino ad incontrare le pareti della struttura a tenda”.

Uno spazio definito da una parete vetrata inclinata, in una posizione più riservata, ospita la cappella invernale con il tabernacolo del SS Sacramento, facilmente accessibile dal sacerdote celebrante; nei giorni di festività si può assistere da qui alla celebrazione centrale attraverso la parete di vetro.
La sacrestia è in comunicazione diretta con la cappella invernale del SS Sacramento attraverso la parete vetrata, e apre l’accesso del celebrante al percorso attraverso l’assemblea dei fedeli.
La “schola cantorum” è disposta nel settore vicino all’organo a lato del battistero, mentre le canne dell’organo, in legno e in metallo sono fissate sulla soletta che copre l’ingresso centrale alla chiesa come steli in un mazzo di fiori d’erba che si aprono in ogni direzione.

 

La filosofia progettuale

Come ha voluto precisare l’Arch. Dellapiana, “la chiesa, come espressione di tenda precedentemente descritta, è composta da grandi teli rivestiti da manti metallici in lega zinco-titanio colore grigio cangiante, sostenuta da una struttura in ferro non leggibile dall’interno né dall’esterno; lateralmente ed in sommità il vento dischiude i teli lasciando trasparire la luce del cielo attraverso spaccature strette e ben calibrate nella loro distribuzione in modo da diffondere luci ed ombre all’interno della tenda senza eccedere in effetti di abbagliamento. L’illuminazione artificiale segue, per quanto possibile, la provenienza della luce naturale”.

Il corpo della casa canonica è composto da un volume semplice con anteposto il porticato di giunzione con la chiesa. Il volume è interamente in intonaco bianco; due quindi sono i valori cromatici del complesso: il grigio patinato e cangiante dello zinco-titanio della chiesa ed il bianco dell’intonaco delle opere parrocchiali.
“Le pareti interne della chiesa sono intonacate con rasatura a calce e tinteggiate, le superfici interne della copertura sono eseguite a mo’ di tenda che discende dalla sommità ove è posta la sorgente di luce naturale ed artificiale, con lastre inclinate in cartongesso tintato, supportate da sottostrutture metalliche zincate.

Alcune delle lastre sono forate per assorbimento acustico, altre sono piene, lisce e riflettenti, disposte in modo da favorire la diffusione sonora ed evitare gli echi di riflesso; i vetri stratificati e trasparenti; il pavimento della chiesa è eseguito in resina pigmentata principalmente di colore blu, eccetto per la parte centrale in cui spicca un pesce (chiaro simbolo cattolico) sempre in cemento pigmentato ma di colore bianco. Entro la pavimentazione vi sono le condotte sintetiche per riscaldamento radiante a bassa temperatura.
Le pareti vetrate fisse della chiesa sono composte da vetri stratificati di sicurezza entro serramenti semplici composti da canalette perimetrali ad U in acciaio, mentre solo le porte ed i serramenti apribili sono contenuti entro telai in lega leggera, non a taglio termico. I serramenti della casa canonica sono in lega leggera con vetri a camera, salvo le vetrate interne basse che saranno dotate di vetri stratificati di sicurezza”.

 

La posa e l’installazione

In occasione della realizzazione della nuova Chiesa Parrocchiale di Mussotto, la I Bandai di Troffarello (TO) è stata scelta per la realizzazione della posa in opera della “pelle”, in copertura, composta da Rheinzink a grandi scandole in lamiera pressopiegata ad aggraffatura semplice.
 

Fondata nel 1972, e sottoposta a riconfigurazione societaria nel 1982, la società I Bandai di Trofarello si avvia verso il quarantesimo anno di attività come una delle società leader nel settore della lattoneria in area torinese, senza tuttavia rinunciare alla sua vocazione artigiana.
L’importante bagaglio di conoscenze tecniche e di esperienza ha consentito all’azienda torinese di porsi come qualificata figura di riferimento per progettisti e imprese di committenza nella scelta delle soluzioni tecniche più appropriate per la copertura di strutture architettoniche anche dalle forme ardite.
Ed è stato proprio grazie all’esperienza di I Bandai che ha consentito la realizzazione della copertura della chiesa – dalle pendenze straordinarie - con le grandi scandole inclinate Rheinzink: ogni singola scandola, infatti, è stata pressopiegata a seconda delle necessità direttamente nella sede I Bandai con le attrezzature Alpewa.
“È stato un lavoro decisamente impegnativo – ha voluto precisare Carmine Capozzi, titolare della I Bandai -, soprattutto tenuto conto che abbiamo dovuto pressopiegare ogni singola scandola seguendo un preciso e rigoroso schema. Basti pensare che tutte le falde avevano inclinazioni diverse. Grazie alla nostra esperienza e alle attrezzature Alpewa abbiamo realizzato la copertura ‘a regola d’arte’ e il risultato finale, che ci soddisfa appieno, è sotto gli occhi di tutti”.

Il costante dialogo tra la progettazione e I Bandai (a loro volta costantemente seguiti da Alpewa) ha consentito di realizzare la copertura che oggi possiamo ammirare, procedendo alla posa in opera delle grandi scandole inclinate senza particolari difficoltà nonostante, come accennato, le elevate pendenze e creando così quei caratteristici effetti ottici dal deciso impatto visivo che caratterizzano l’opera architettonica.
“È stato proprio il dialogo costante – sottolinea il sig. Capozzi – che ha portato alla decisione, vincente, di cambiare il senso di posa delle scandole sul campanile. Decisione che ha accentuato la naturale tensione verso l'alto e ha mostrato come la gamma di possibilità di posa offerta dalla pelle di Rheinzink possa non solo integrarsi, ma anche amplificare le significazioni che ogni architettura (e in particolare quella sacra) porta in sé”.
Uno degli aspetti fondamentali delle operazioni è stata la massima attenzione agli allineamenti delle diverse scandole, riuscendo a mantenere le linee tracciate in origine garantendo, così, il mantenimento delle caratteristiche tecnico-prestazionali del tetto ventilato ed evitando rischio di infiltrazioni di acque meteoriche all’interno della struttura.
La realizzazione del manto di copertura è il risultato di un perfetto gioco di squadra tra Archicura che ha disegnato le linee sinuose della Chiesa e i tecnici di I Bandai che hanno dialogato con esperienza e professionalità con l’obiettivo di realizzare un’opera architettonica che mantenga nel tempo inalterate le valenze estetiche e tecnico-prestazionali.


 
       
 


 

 

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