Un involucro progettato per quasi 4.000 metri
In un edificio collocato in un ambiente così estremo, l’involucro non può essere considerato un semplice elemento di finitura. È una vera infrastruttura di protezione. La struttura portante è contenuta all’interno di un involucro coibentato con lana di roccia, mentre copertura e pareti sono rivestite in alluminio PREFA, scelto per rispondere alle particolari condizioni climatiche del sito e alla necessità di ridurre al minimo gli interventi manutentivi in un luogo dove qualsiasi operazione futura risulterebbe inevitabilmente complessa. Proprio la scelta del materiale rappresenta uno degli aspetti più interessanti dell’evoluzione del progetto.
La soluzione inizialmente prevista era infatti un rivestimento in zinco titanio. Durante la fase esecutiva, su indicazione dell’impresa, questa soluzione è stata riconsiderata e sostituita con PREFA. La ragione determinante è stata di natura tecnica e operativa: il materiale PREFA consente la posa anche alle basse temperature previste a quella quota, condizione fondamentale per garantire continuità e affidabilità durante le lavorazioni in cantiere. Una decisione che dimostra quanto, in alta montagna, il materiale non venga scelto soltanto per le sue caratteristiche prestazionali, ma anche per la capacità di adattarsi alle reali condizioni di costruzione.
La soluzione inizialmente prevista era infatti un rivestimento in zinco titanio. Durante la fase esecutiva, su indicazione dell’impresa, questa soluzione è stata riconsiderata e sostituita con PREFA. La ragione determinante è stata di natura tecnica e operativa: il materiale PREFA consente la posa anche alle basse temperature previste a quella quota, condizione fondamentale per garantire continuità e affidabilità durante le lavorazioni in cantiere. Una decisione che dimostra quanto, in alta montagna, il materiale non venga scelto soltanto per le sue caratteristiche prestazionali, ma anche per la capacità di adattarsi alle reali condizioni di costruzione.
Quando tecnica e architettura coincidono
L’utilizzo dell’alluminio PREFA ha avuto anche un ruolo decisivo nella definizione dell’immagine architettonica della nuova Capanna Carrel.
La possibilità di utilizzare lo stesso materiale su pareti e copertura ha permesso di ottenere una continuità dell’involucro, rafforzando la percezione dell’edificio come un unico volume protettivo.
Anche il disegno delle aggraffature è stato integrato nel progetto architettonico. La loro disposizione riprende infatti il ritmo e la larghezza delle finestre, creando una scansione ordinata della superficie metallica. Le aperture, strette e distribuite sui diversi livelli, sono state progettate per soddisfare le esigenze igienico-sanitarie e, allo stesso tempo, consentire agli occupanti di mantenere un rapporto visivo con il paesaggio circostante. La tonalità grigio scuro scelta per il rivestimento contribuisce ulteriormente alla lettura unitaria della costruzione e al suo rapporto con la roccia del Cervino. La continuità tra copertura e parete diventa quindi contemporaneamente soluzione tecnica e scelta compositiva.
La possibilità di utilizzare lo stesso materiale su pareti e copertura ha permesso di ottenere una continuità dell’involucro, rafforzando la percezione dell’edificio come un unico volume protettivo.
Anche il disegno delle aggraffature è stato integrato nel progetto architettonico. La loro disposizione riprende infatti il ritmo e la larghezza delle finestre, creando una scansione ordinata della superficie metallica. Le aperture, strette e distribuite sui diversi livelli, sono state progettate per soddisfare le esigenze igienico-sanitarie e, allo stesso tempo, consentire agli occupanti di mantenere un rapporto visivo con il paesaggio circostante. La tonalità grigio scuro scelta per il rivestimento contribuisce ulteriormente alla lettura unitaria della costruzione e al suo rapporto con la roccia del Cervino. La continuità tra copertura e parete diventa quindi contemporaneamente soluzione tecnica e scelta compositiva.
Una forma modellata dalle condizioni della montagna
Anche la geometria della Capanna nasce direttamente dalle caratteristiche del luogo. Le pareti presentano una leggera apertura verso l’esterno e formano un angolo di circa 8 gradi rispetto al piano del pavimento. Una soluzione pensata per limitare l’accumulo della neve proveniente dalla copertura davanti agli accessi, ma che contribuisce anche a caratterizzare fortemente l’immagine esterna e gli spazi interni dell’edificio.
Lo spostamento della costruzione su un pendio particolarmente scosceso ha inoltre determinato una nuova organizzazione su più livelli. Il progetto comprende spazi tecnici, servizi igienici e ambienti distinti per alpinisti e guide, mantenendo per entrambe le utenze il rapporto con l’affaccio principale verso ovest.
Anche il rapporto con il terreno evidenzia l’eccezionalità dell’intervento: la struttura è sostenuta da una carpenteria metallica i cui plinti di fondazione sono caratterizzati da tirafondi in barre d’acciaio lunghi 9 metri, concepiti anche per contribuire al consolidamento locale dell’ammasso roccioso. Il risultato è un edificio che nasce dall’incontro tra architettura e necessità: forma, struttura e involucro rispondono alle stesse condizioni estreme e concorrono alla costruzione di un sistema unitario.
Lo spostamento della costruzione su un pendio particolarmente scosceso ha inoltre determinato una nuova organizzazione su più livelli. Il progetto comprende spazi tecnici, servizi igienici e ambienti distinti per alpinisti e guide, mantenendo per entrambe le utenze il rapporto con l’affaccio principale verso ovest.
Anche il rapporto con il terreno evidenzia l’eccezionalità dell’intervento: la struttura è sostenuta da una carpenteria metallica i cui plinti di fondazione sono caratterizzati da tirafondi in barre d’acciaio lunghi 9 metri, concepiti anche per contribuire al consolidamento locale dell’ammasso roccioso. Il risultato è un edificio che nasce dall’incontro tra architettura e necessità: forma, struttura e involucro rispondono alle stesse condizioni estreme e concorrono alla costruzione di un sistema unitario.
PREFA come parte della risposta progettuale
Nella nuova Capanna Carrel l’alluminio PREFA non rappresenta quindi semplicemente il rivestimento finale dell’edificio. La possibilità di lavorare il materiale alle basse temperature, la continuità tra pareti e copertura, la resistenza agli agenti esterni e la ridotta necessità di manutenzione hanno consentito di rispondere alle esigenze tecniche di una costruzione situata a quasi 4.000 metri di quota.
Ma è soprattutto nel rapporto con il progetto architettonico che il materiale esprime il proprio valore: l’aggraffatura segue il ritmo delle aperture, il rivestimento avvolge il volume senza interruzioni e la materia metallica diventa parte integrante del carattere dell’edificio. In alta montagna, dove tutto ciò che è superfluo tende inevitabilmente a scomparire, la nuova Capanna Carrel mostra come forma, prestazione e costruzione possano convergere in un’unica soluzione architettonica.
Ma è soprattutto nel rapporto con il progetto architettonico che il materiale esprime il proprio valore: l’aggraffatura segue il ritmo delle aperture, il rivestimento avvolge il volume senza interruzioni e la materia metallica diventa parte integrante del carattere dell’edificio. In alta montagna, dove tutto ciò che è superfluo tende inevitabilmente a scomparire, la nuova Capanna Carrel mostra come forma, prestazione e costruzione possano convergere in un’unica soluzione architettonica.
La Capanna Carrel diventa caso studio
Le scelte progettuali, costruttive e tecnologiche della nuova Capanna Jean-Antoine Carrel saranno al centro di due seminari tecnici dal titolo “La nuova Capanna Jean-Antoine Carrel al Cervino: le sfide del progetto e del cantiere”.
- Il primo appuntamento è previsto per giovedì 8 ottobre 2026, dalle 16:00 alle 19:00, presso il Centro Congressi Comunale – Sala B, Via Martiri della Libertà 9, Saint-Vincent. Per la partecipazione sono previsti 3 CFP.
- Il secondo incontro si terrà giovedì 5 novembre 2026, dalle 16:00 alle 19:00, presso la Sala “Michele Ferrero” del Circolo degli Industriali, Via Bersezio 9, Cuneo, anche in questo caso con il riconoscimento di 3 CFP.
A introdurre e moderare gli incontri sarà Luca Gibello, storico dell’architettura, giornalista e presidente di Cantieri d’Alta Quota. Interverranno Roberto Dini, docente di Progettazione Architettonica al Politecnico di Torino; i progettisti Benedetto Amodei e Cecilia De Marco dello Studio 2016 Architettura Design; Luca Frutaz di Chenevier Costruzioni; Matteo Pontara, responsabile tecnico Naturalia BAU, e Ileana Battafarano, responsabile tecnico Alpewa.
Particolare attenzione sarà dedicata proprio al tema “Costruire a 4000 metri: l’involucro, stratigrafia e materiali per architetture estreme”, offrendo l’occasione per approfondire le soluzioni tecniche che hanno reso possibile la realizzazione della nuova Capanna Carrel.
Gli incontri sono curati da Cantieri d’Alta Quota e Il Giornale dell’Architettura, con il supporto di Alpewa e Naturalia BAU.
8 ottobre 2026 – Saint-Vincent
Centro Congressi Comunale, Sala B | ore 16:00–19:00 | 3 CFP
Link iscrizione: Saint-Vincent
Iscrizioni per architetti / ingegneri / geometri
5 novembre 2026 – Cuneo
Sala “Michele Ferrero”, Circolo degli Industriali | ore 16:00–19:00 | 3 CFP
Link iscrizione per Cuneo
Iscrizioni per architetti / ingegneri / geometri